NOVENA PER INVOCARE IL DONO DELLO SPIRITO SANTO
SUI CARDINALI CHE DOVRANNO ELEGGERE IL NUOVO PAPA
Si propone di iniziare con oggi 9 aprile 2005 una Novena
allo Spirito Santo, affinché i Cardinali siano aiutati nel
discernimento della Volontà di Dio per l'elezione del nuovo Sommo
Pontefice che Dio Padre e la Vergine Maria, "Madre della
Chiesa", vogliono porre alla guida della Chiesa (Una, Santa,
Cattolica ed Apostolica), ed affinché il nuovo "Vicario di
Cristo" possa continuare ancora a condurre la Santa Chiesa
Cattolica sulle alte vette, così come l'ha portata il
"Santo" Papa Giovanni Paolo II. E' una Novena del 1700
scritta da Sant'Alfonso Maria De' Liguori. Dura 10 giorni.
Iniziandola oggi, sabato 9 aprile 2005, essa termina il 18 aprile,
quando i Cardinali inizieranno il Conclave.
http://www.lavocecattolica.it/lettere%20informative.htm
LA NOVENA ALLO SPIRITO SANTO
CON LE MEDITAZIONI PER CIASCUN GIORNO DELLA NOVENA
di Sant’Alfonso Maria de Liguori
La Novena dello Spirito Santo fu pubblicata
nella Seconda Parte della "Via della salute" per la prima
volta a Napoli nel 1766. Si tratta di dieci meditazioni, stilate
secondo il metodo compositivo abituale al Santo: meditazione
propriamente detta, rapida e tutta succo, con Affetti e preghiere.
La prima si rivolge alla mente, i secondi sollecitano cuore e
volontà coinvolgendo nell'operazione la persona in tutto il suo
spessore antropologico.
I titoli stessi delle meditazioni rivelano la
fonte di ispirazione: cioè i due inni liturgici: «Veni,
Creator» e «Veni, Sancte Spiritus». Ne ripropongono le immagini
vibranti e i simboli plastici, offrendoci una dimensione
spirituale della vita cristiana. In Sant'Alfonso la fonte
liturgica è rivissuta al calore della sua inconfondibile
spiritualità incentrata sull'amore operativo, cioè «pratico»,
fatto di propositi e risoluzioni. Il linguaggio è settecentesco,
ma non perde nulla della sua chiarezza e del suo calore
spirituale.

La novena dello Spirito Santo è fra tutte la principale, perché
è stata celebrata dai santi apostoli e da Maria SS. nel
cenacolo, ed arricchita di tanti eccellenti prodigi e doni, e
principalmente del dono dello stesso Spirito Santo, il quale
è un dono meritatoci da Gesù Cristo con la sua Passione. Così
Gesù medesimo ci fece sapere, quando disse ai discepoli che se
egli non moriva non avrebbe potuto mandarci lo Spirito Santo (cfr.
Gv 17,7). Ben sappiamo poi per fede che lo Spirito Santo è
l'amore che si portano scambievolmente il Padre col Verbo Eterno,
e perciò il dono dell'amore che dal Signore si dispensa alle
anime nostre, e che è il più grande di tutti i doni, si
attribuisce specialmente allo Spirito Santo, come parla s. Paolo:
L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello
Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5,5). Pertanto conviene che
in questa novena sopra tutto consideriamo i grandi pregi
dell'amore divino, affinché c'invogliamo di ottenerlo, ed attendiamo
con esercizi devoti, e specialmente con le preghiere, ad esserne
partecipi, poiché Dio l'ha promesso a chi umilmente lo chiede: Il
Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo
chiederanno (Gv 11,13). (Una meditazione al giorno)
Primo giorno:
MEDITAZIONE 1
(9 aprile 2005)
L'amore è fuoco che infiamma
Ordinò Iddio nell'antica Legge che al suo altare
continuamente ardesse il fuoco. Dice S. Gregorio che gli altari
di Dio sono i nostri cuori, dove egli vuole che sempre arda il
fuoco del suo divino amore. E perciò l'Eterno Padre non contento
di averci donato Gesù Cristo, suo figlio, affinché ci salvasse
con la sua morte, volle donarci ancora lo Spirito Santo, affinché
abitasse nelle anime nostre e le tenesse continuamente accese di
carità. E Gesù medesimo si protestò che appunto per infiammare
i nostri cuori di questo santo fuoco egli era ventuo in terra, e
che altro non desiderava che di vederlo acceso (cfr. Lc 12,49).
Pertanto egli, scordate le ingiurie e le ingratitudini ricevute in
questa terra dagli uomini, salito in cielo, c'inviò lo Spirito
Santo.
O Redentore amatissimo, dunque così nelle tue pene ed
ignominie, come nelle tue glorie, tu sempre ci ami?
Quindi lo Spirito Santo volle apparire nel cenacolo in forma
di lingue di fuoco (cfr. Atti 2,3).
E perciò la S. Chiesa ci fa pregare: Ti preghiamo, Signore,
di infiammarci di quello Spirito che il Signore Gesù mandò sulla
terra e volle che si accendesse fortemente. Questo poi è stato
quel santo fuoco che ha acceso i santi a far grandi cose per
Dio, ad amare i nemici, a desiderare i disprezzi, a spogliarsi di
tutti i beni terreni e ad abbracciare con allegrezza anche i
tormenti e la morte. L'amore non sa stare ozioso e non dice mai
basta. Un'anima che ama Dio, quanto più fa per l'amato più
desidera di fare, affm di dargli gusto e di più tirarsi il suo
affetto. Questo santo fuoco si accende nell'orazione mentale (cfr.
Sal 38,4). Se dunque desideriamo di ardere d'amore verso Dio,
amiamo l'orazione; questa è la beata fornace dove si accende il
divino ardore.
Affetti e preghiere
Mio Dio, sinora non ho fatto niente per te che hai fatto tante
grandiose cose per me. Ohimè che la mia freddezza troppo ti
incita a rifiutarmi! Deh! Spirito Santo, scalda ciò che è
gelido. Liberami da questa mia freddezza, ed accendi in me un gran
desiderio di darti gusto. Io ora rinunzio ad ogni mia
soddisfazione, e preferisco prima morire che darti un minimo
dispiacere.
Tu comparisti in forma di lingue di fuoco, io ti consacro la
mia lingua, affinché ella più non ti offenda. Oh Dio, tu me
l'hai data per lodarti, ed io me ne son servito per oltraggiarti e
tirare anche gli altri ad offenderti! Me ne dispiace con tutta
l'anima mia. Deh per l'amore di Gesù Cristo che in sua vita
tanto ti onorò con la sua lingua, fà che anche io da oggi
innanzi ti onori sempre con recitar le tue lodi, con invocarti
spesso in aiuto, e con parlare della tua bontà e dell'amore
infinito che tu meriti.
Ti amo, mio sommo bene; ti amo, o Dio d'amore.
O Maria, tu sei la sposa più cara dello Spirito Santo:
impetrami tu questo santo fuoco.
Secondo giorno:
MEDITAZIONE II
(10 aprile 2005)
L'amore è luce che illumina
Uno dei maggiori danni che a noi recò il peccato di Adamo fu
il renderci ottenebrata la ragione per mezzo delle passioni che
offuscano la mente. Povera quell'anima che si fa dominare da
qualche passione. La passione è un vapore, è un velo che non ci
fa vedere più la verità. Come può fuggire il male chi non
conosce ciò che è male? Tanto più cresce poi questa oscurità,
quanto più crescono i nostri peccati. Ma lo Spirito Santo, che
si chiama luce beatissima, è colui che con i suoi divini
splendori non solo in-
fiamma i cuori ad amare, ma di più dilegua le tenebre e fa a
noi conoscere la vanità dei beni terreni, il valore dei beni
eterni, l'importanza della salvezza, il pregio della grazia, la
bontà di Dio, l'amore infinito ch'egli si merita e l'amore
immenso che ci porta.
L'uomo naturale non comprende le cose dello Spirito (1 Cor.
2,14). L'uomo infangato nei piaceri della terra poco conosce
queste verità, e perciò l'infelice ama quel che dovrebbe
odiare e odia quel che dovrebbe amare. S. Maria Maddalena de'
Pazzi esclamava: O amore non conosciuto, o amore non amato! E
perciò diceva S. Teresa che Iddio non è amato perché non è
conosciuto. Quindi i santi cercavano sempre a Dio luce: Manda la
tua verità e la tua luce (Sal. 42,3); O mio Dio rischiara le mie
tenebre (cfr Sal 17,29); Aprimi gli occhi (Sal. 118,18). Sì,
perché senza luce non possono evitarsi i precipizi, né può
trovarsi Dio.
Affetti e preghiere
O santo e divino Spirito, io credo che tu sei vero Dio, ma un solo
Dio col Padre e col Figlio. Ti adoro e ti riconosco come il datore
di tutti i lumi, con cui mi hai fatto conoscere il male che ho
commesso in offenderti e l'obbligo che ho di amarti: te ne
ringrazio e mi pento sommamente di averti offeso. lo meritavo che
mi abbandonasti nelle mie tenebre, ma vedo che non mi hai
abbandonato ancora. Continua, o Spirito eterno, ad illuminarmi ed
a farmi sempre più conoscere la tua infinita bontà, e dammi la
forza di amarti per l'avvenire con tutto il mio cuore. Aggiungi
grazie a grazie, acciocché io resti dolcemente vinto e costretto
a non amare altro che te. Te ne prego per i meriti di Gesù
Cristo.
Ti amo, sommo mio bene, ti amo più di me stesso. lo voglio
essere tutto tuo, accettami tu e non permettere che da te io più
mi parta.
O Maria madre mia, assistimi sempre con la tua intercessione.
Terzo giorno:
MEDITAZIONE III
(11 aprile 2005)
L'amore è acqua che sazia
L'amore si chiama anche fonte viva. Disse il nostro Redentore
alla Samaritana: Chi beve dell'acqua che io gli darò non avrà
mai più sete (Gv 4,13). L'amore è acqua che sazia; chi ama Dio
di vero cuore non cerca né desidera niente più perché in Dio
trova ogni bene. Per cui, contento di Dio, lieto va sempre
dicendo: Dio mio, tu sei ogni mio bene. Perciò Dio si lagna di
tante anime che vanno mendicando miseri e brevi diletti dalle
creature e lasciano quello che è un bene infinito e fonte di ogni
gaudio: Essi hanno abbandonato me, sorgente di acqua viva, per
scavarsi cisterne screpolate, che non tengono l'acqua (Ger
2,13). Per tanto Dio che ci ama e desidera di vederci contenti,
grida e fa sapere a tutti: Chi ha sete venga a me e beva (Gv
7,37). Chi desidera di essere beato venga a me, che io gli donerò
lo Spirito Santo che lo renderà beato in questa e nell'altra
vita: Chi crede in me. continua a dire, fiumi di acqua viva
sgorgheranno dal suo seno (Gv 7,38). Chi dunque crede ed ama Gesù
Cristo sarà arricchito di tanta grazia, che dal suo cuore - il
cuore, cioè la volontà, è il ventre dell'anima - sgorgheranno
più fontane di sante virtù, che non solo gioveranno a conservar
la vita sua, ma anche a dar la vita agli altri. Ed appunto
quest'acqua era lo Spirito Santo, l'amore sostanziale che Gesù
Cristo promise di mandarci dal cielo dopo la sua ascensione (cfr.
Gv 7,39).
La chiave che apre i canali di quest'acqua beata è la santa
preghiera che ci ottiene ogni bene in virtù della promessa che
otterrete (Gv 16,24). Noi siamo ciechi, poveri e deboli, ma la
preghiera ci ottiene luce, fortezza e ricchezze di grazia. Dicea
Teodoreto che chi prega riceve quanto desidera. Iddio vuol darci
le sue grazie, ma vuol essere pregato.
Affetti e preghiere
Signore, dammi di quest'acqua (Gv 4,15). Gesù mio, vi pregherò,
colla Samaritana, datemi quest'acqua del vostro amore, che mi
faccia scordare della terra per vivere solo a voi, amabile
infinito.
Bagna ciò che è arido. L'anima mia è la terra arida che non
produce altro che sterpi e spine di peccati; deh innaffiatela voi
con la vostra grazia, affinché renda qualche frutto di gloria a
voi prima di uscire da questo mondo con la morte.
O fonte d'acqua viva, o sommo bene, quante volte io ti ho
lasciato per le pozzanghere di questa terra che mi hanno privato
del tuo amore! Oh fossi morto e non ti avessi offeso! Ma per
l'avvenire io non voglio cercare altro che te, mio Dio. Soccorrimi
tu e fa' che io ti sia fedele.
Maria, speranza mia, tienimi sempre sotto il tuo manto.
Quarto giorno:
MEDITAZIONE IV
(12 aprile 2005)
L'amore è rugiada che feconda
L'amore feconda i buoni desideri, i santi propositi e le
opere sante delle anime: questi sono i fiori e i frutti che
produce la grazia dello Spirito Santo.
L'amore si chiama anche rugiada perché tempera gli ardori
degli appetiti malvagi e delle tentazioni. Perciò chiamasi
anche lo Spirito Santo temperamento e dolce refrigerio nel calore.
Questa rugiada scende nei nostri cuori nel tempo dell'orazione.
Basta un quarto d'ora di orazione per sedare ogni passione di odio
o di amor disordinato, per ardente che sia. Mi ha introdotto
nella cella del vino e il suo vessillo su di me è amore (Ct 2,4).
La santa meditazione appunto è questa cella ove si ordina
l'amore, amando il prossimo come noi stessi e Dio sopra ogni
cosa. Chi ama Dio ama l'orazione, e chi non ama l'orazione è
moralmente impossibile che superi le sue passioni.
Affetti e preghiere
O santo e divino Spirito, io non voglio vivere più per me stesso;
i giorni che mi restano di vita voglio spenderli tutti in amarti e
compiacerti. Perciò ti prego di darmi il dono dell'orazione.
Vieni tu nel mio cuore, ed insegnami a farla come si deve. Dammi
fortezza di non tralasciarla per tedio in tempo di aridità; e
dammi lo spirito di preghiera cioè la grazia di sempre pregarti e
di farti quelle preghiere che sono più care al tuo divino Cuore.
Io ero perduto già per i peccati miei, ma vedo che tu, con
tante finezze che mi hai usate, mi vuoi salvo e santo; ed io
voglio farmi santo per darti gusto e per più amare la tua
infinita bontà. Ti amo, mio sommo bene, mio amore, mio tutto, e
perché ti amo tutto a te mi dono.
O Maria speranza mia, proteggimi tu.
Quinto giorno:
MEDITAZIONE V
(13 aprile 2005)
L'amore è riposo che ricrea
Chiamasi in oltre l'amore nella fatica, riposo; nel pianto,
conforto. L'amore è riposo che ricrea; poiché l'ufficio
principale dell'amore è di unire la volontà dell'amante con
quella dell'amato. Ad un'anima che ama Dio, in ogni affronto che
riceve, in ogni dolore che patisce, in ogni perdita che le capita,
basta a rasserenarla il sapere che è volontà dell'amato che
ella patisca quel travaglio. Con dir solamente: Così vuole il mio
Dio, in tutte le tribolazioni trova pace e contento. Questa è
quella pace che supera tutti i piaceri del senso. S. Maria
Maddalena de Pazzi in dir solamente Volontà di Dio, si sentiva
riempire di gaudio.
In questa vita ognuno ha da portar la sua croce; ma dice S.
Teresa che la croce è dura a chi la strascina, non già a chi
l'abbraccia. Così ben
sa il Signore ferire e sanare, come disse Giobbe (cfr. Gb
5,18). Lo Spirito Santo, con la sua dolce unzione, rende dolci
ed amabili anche le ignominie ed i tormenti. Sì, o Padre, perché
così è piaciuto a te (Mt 11,26). Così dobbiamo dire in tutte le
cose avverse che ci accadono: Così sia fatto, Signore, perché
così è piaciuto a voi. E quando ci atterisce qualche timore di
mal temporale che può avvenirci, diciamo sempre: Fate voi, mio
Dio; quanto farete, tutto da ora l'accetto. E quindi giova come
facea S. Teresa, offrirsi spesso durante il giorno a Dio.
Affetti e preghiere
Mio Dio, quante volte per far la mia volontà mi sono opposto alla
volontà tua disprezzandola! Mi dolgo di questo male più d'ogni
altro male. Signore, io da oggi innanzi voglio amarti con tutto
il mio cuore: Parla, o Signore, perché il tuo servo ti ascolta (1
Sam 3,10). Ditemi quel che volete da me, che io tutto voglio
farlo. La vostra volontà sarà sempre l'unico mio desiderio,
l'unico amore.
Aiuta tu, o Spirito Santo, la mia debolezza. Tu sei la stessa
bontà, come io posso amare altra cosa che te? Deh, tira a te
tutti gli affetti miei con la dolcezza del tuo santo amore. Io
lascio tutto per darmi tutto a te. Accettami e soccorrimi.
O Madre mia Maria, in te confido.
Sesto giorno:
MEDITAZIONE VI
(14 aprile 2005)
L'amore è la virtù che dà forza
Forte come la morte è l'amore (Ct 8,6). Siccome non vi è
forza creata che resista alla morte, così non v'è difficoltà
per un'anima amante, che non ceda all'amore. Quando si tratta di
piacere all'amato, l'amore supera tutto, perdite, disprezzi e
dolori. Niente è così dif icile da non esser vinto dal fuoco,
come dice sant'Agostino. Questo è il contrassegno più certo per
conoscere se un'anima veramente ama Dio: se è fedele nel suo
amore così nelle cose prospere come nell'avverse.
Diceva S. Francesco di Sales che « Dio tanto è amabile quando
ci consola come quando ci flagella, perché tutto fa per amore
». Anzi quando più ci flagella in questa vita, allora più ci
ama. S. Gio. Grisostomo stimava più felice S. Paolo incatenato,
che S. Paolo rapito al terzo cielo. Perciò i santi martiri,
stando nei tormenti, giubilavano e ne ringraziavano il Signore,
come della grazia più grande che a loro faceva dando loro di
patire per suo amore. E gli altri santi, ove sono mancati i
tiranni ad affliggerli, essi sono divenuti carnefici di loro
stessi con le penitenze, per dar gusto a Dio. Dice S. Agostino che
chi ama non fatica, e se fatica la stessa fatica è amata.
Affetti e preghiere
O Dio dell'anima mia, io dico che ti amo; ma poi che faccio per
amor tuo? Niente. Dunque è segno che non ti amo o ti amo troppo
poco. Mandami dunque, o Gesù mio, lo Spirito Santo, che venga a
darmi forza di patire per tuo amore, e di far qualche cosa per
te prima che mi giunga la morte. Deh non farmi morire, amato mio
Redentore, così freddo ed ingrato come ti sono stato finora.
Dammi vigore ad amare il patire, dopo tanti peccati che mi hanno
meritato l'inferno.
O mio Dio tutto bontà e tutto amore, tu desideri di abitare
nell'anima mia da cui tante volte ti ho discacciato; vieni, abita,
possiedila e renditela tutta tua.
Io ti amo, o Signor mio, e se ti amo tu già stai con me, come
assicura S. Giovanni: Chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio
dimora in lui (1 Gv 4,16). Poiché dunque tu stai con me, accresci
le fiamme, accresci le catene, acciocché io non brami, non
cerchi, non ami altri che te, e così legato non abbia mai a
separarmi dal tuo amore. lo voglio essere tuo, o Gesù mio, e
tutto tuo.
O regina ed avvocata mia Maria, ottienimi amore e perseveranza.
Settimo giorno:
MEDITAZIONE VII
(15 aprile 2005)
L'amore fa che Dio abiti nell'anima
Lo Spirito Santo si chiama dolce ospite dell'anima. Questa fu
la grande promessa fatta da Gesù Cristo a chi l'ama quando
disse: Se voi mi amate, io pregherò il Padre, ed egli vi manderà
lo Spirito Santo, acciocché abiti sempre con voi (cfr. Gv
14,15-16).
Poiché lo Spirito Santo non abbandona mai un'anima, se non è
da quella discacciato (Conc. di Trento 1.6, cap. 11).
Abita dunque Dio in un'anima che l'ama, ma si dichiara che non
è contento se noi non l'amiamo con tutto il cuore. Scrive S.
Agostino che il senato romano non volle ammettere Gesù Cristo nel
numero degli dei, dicendo ch'egli è un Dio superbo che vuol
essere solo ad essere adorato. E così è: egli non vuole compagni
in quel cuore che ama, vuol essere solo ad abitarvi, solo ad
essere amato. E quando non si vede solo ad essere amato,
invidia, per così dire, come scrive S. Giacomo, quelle creature
che tengono parte di quel cuore ch'egli vorrebbe tutto per sé:
Fino alla gelosia ci ama lo Spirito che egli ha fatto abitare in
noi (Gc 4,5). Perciò egli loda quell'anima che, come la
tortorella, vive solitaria e nascosta dal mondo (cfr. Ct 1,9)
perché non vuole che il mondo si prenda parte di quell'amore
ch'egli desidera tutto per sé. Perciò ancora loda la sua sposa
chiamandola Orto chiuso ad ogni amore di terra (cfr. Ct 4,12).
Forse Gesù non si merita tutto il nostro amore? Dice il
Grisostomo che Gesù ti ha dato tutto il suo sangue e la vita, non
gli resta più che darti.
Affetti e preghiere
Mio Dio, vedo che mi vuoi tutto per te. lo tante volte ti ho
scacciato dall'anima mia, e tu non hai sdegnato di ritornare ad
unirti con me. Deh, prendi ora possesso di tutto me stesso. Oggi
a te tutto mi dono; accettami, Gesù mio, e non permettere che io
abbia da vivere per l'avvenire neppure per un momento senza il
tuo amore. Tu cerchi me, ed io non cerco altro che te. Tu vuoi
l'anima mia, e l'anima mia non vuol altro che te. Tu mi ami, ed io
ti amo; e giacché mi ami, legami con te, affinché da te io più
non mi allontani.
O Regina del cielo, in te confido.
Ottavo giorno:
MEDITAZIONE VIII
(16 aprile 2005)
L'amore è laccio che stringe
Siccome lo Spirito Santo, che è l'amore increato, è laccio
indissolubile che stringe il Padre col Verbo eterno, così unisce
anche l'anima con Dio, secondo quanto dice sant'Agostino. S. Lorenzo
Giustiniani esclamava: « Dunque, o amore, il tuo laccio ha
tanta forza, che ha potuto legare un Dio ed unirlo alle anime
nostre! ». I legami del mondo sono legami di morte, ma i legami
di Dio sono legami di vita e di salute (cfr. Sir 6, 31). Sì,
perché i legami di Dio, per mezzo dell'amore, ci uniscono con Dio
che è la vera ed unica nostra vita.
Prima della venuta di Gesù Cristo fuggivano gli uomini da Dio
ed, attaccati alla terra, ricusavano di unirsi col loro
Creatore; ma l'amante Signore con legami d'amore li ha tirati a sé,
come promise per mezzo del profeta Osea: Io li traevo con legami
di bontà, con vincoli di amore (Os 11,4). Questi vincoli sono i
suoi benefici, i lumi, le chiamate al suo amore, le promesse del
paradiso, ma soprattutto è stato il dono che ci ha fatto di Gesù
Cristo nel sacrificio della croce e nel Sacramento dell'altare, e
per ultimo nell'averci dato lo Spirito Santo. Per tanto esclama
il Profeta: Sciogliti dal collo i legami, schiava figlia di Sion
(Is 52,2) : 0 anima, tu che sei creata per il cielo, sciogliti dai
legami della terra, e stringiti a Dio col laccio del santo
amore. Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il
vincolo della perfezione (Col 3,14). L'amore è un vincolo che
unisce seco tutte le virtù, e rende l'anima perfetta. Diceva S.
Agostino: « Ama Dio, e fa quel che vuoi ». Sì, perché chi ama
Dio procura di sfuggire ogni disgusto dell'amato, e cerca in tutte
le cose di piacere all'amato.
Affetti e preghiere
Caro mio Gesù, troppo tu mi hai obbligato ad amarti, troppo ti è
costato il procurarti l'amor mio; troppo ingrato io sarei, se ti
amassi poco o dividessi il mio cuore fra le creature e te, dopo
che tu mi hai dato il sangue e la vita. lo voglio staccarmi da
tutto, e solo in te voglio mettere tutti gli affetti miei. Ma io
sono debole ad eseguire questo mio desiderio; tu che me lo dai,
dammi la forza di eseguirlo.
Ferisci, amato mio Gesù, il mio povero cuore col dardo del tuo
amore, acciocché io sempre languisca per desiderio di te, e mi
liquefaccia per amor tuo. Che io cerchi, brami e trovi sempre e
solo te.
Gesù mio, te solo voglio e niente più. Fà che io lo replichi
sempre in vita e specialmente nel punto di mia morte: Te solo
voglio e niente più.
O Maria madre mia, fà che da oggi avanti io non voglia altro
che Dio.
Nono giorno:
MEDITAZIONE IX
(17 aprile 2005)
L'amore è tesoro d'ogni bene
L'amore è questo tesoro di cui il Vangelo dice che si deve
lasciar tutto per acquistarlo. Sì, perché l'amore ci fa
partecipi dell'amicizia di Dio.
« Uomo, dunque, dice S. Agostino, che vai cercando beni? Cerca
un solo bene in cui sono tutti i beni ».
Ma questo Dio non possiamo trovarlo se non lasciamo le cose
della terra. Scrive S. Teresa: «Distacca il cuore dalle creature,
e troverai Dio». Chi trova Dio trova quanto desidera: Cerca la
gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore (Sal 36,4).
Il cuore umano va sempre cercando beni che possano renderlo
felice; ma se egli li cerca dalle creature, per quanto ne riceve
da quelle, non resta mai contento; ma se non vuole altro che Dio,
Dio contenterà tutti i suoi desideri.
Chi sono i più felici in questa terra, se non i santi? E perché?
Perché essi vogliono e cercano solo Dio. Un certo principe,
andando a caccia, vide un solitario che andava scorrendo per la
selva; gli domandò che andava facendo per quel deserto? Quegli
rispose: « E tu, principe, che vai cercando? ». Il principe: «
Vado a caccia di belve »; e l'eremita: « Ed io vado a caccia di
Dio ».
A S. Clemente il tiranno presentò oro e gemme, affinché
rinnegasse Gesù Cristo. Il santo sospirando esclamò: « Oimè,
un Dio si mette a confronto di un po' di fango! ».
Beato chi sa conoscere questo tesoro del divino amore e cerca
di ottenerlo! Chi l'ottiene, da se stesso si spoglierà di tutto,
per non aver altro che Dio. « Quando la casa va a fuoco, dice S.
Francesco di Sales, si buttano tutte le robe dalla finestra ».
E il padre Segneri Iuniore, gran servo di Dio, solea dire che
l'amore è un ladro che ci spoglia di tutti gli affetti terreni,
fino a concludere: « E che altro vogl'io se non solo voi, mio
Signore? ».
Affetti e preghiere
Mio Dio, io per il passato non ho cercato te, ma me stesso e le
mie soddisfazioni e per queste ho voltato le spalle a te, sommo
bene. Ma mi consola quel che dice Geremia: Buono è il Signore
... con l'anima che lo cerca (Lam 3,25).
Mi dice che voi siete tutto bontà verso chi vi cerca.
Amato mio Signore, conosco il male che ho fatto in lasciarti e
me ne dolgo con tutto il cuore. Conosco il tesoro infinito che
tu sei; non voglio abusare di questa luce; io lascio tutto, e ti
eleggo per unico mio amore. Mio Dio, mio amore, mio tutto, io ti
amo, ti bramo, ti sospiro.
Deh, Spirito Santo, vieni e col tuo santo fuoco distruggi in
me ogni affetto che non è per te. Fà ch'io sia tutto tuo, e
vinca tutto per darti gusto.
O avvocata e Madre mia Maria aiutami tu con le tue preghiere.
Decimo giorno:
MEDITAZIONE X
(18 aprile 2005)
Mezzi per amare Dio e farsi santo
Chi più ama Dio si fa più santo. Diceva S. Francesco Borgia
che l'orazione introduce nel cuore umano l'amore divino; la
mortificazione poi è quella che toglie dal cuore la terra e lo
rende capace di ricevere quel santo fuoco. Quanto più di terra
vi è nel cuore, tanto meno di luogo vi trova il santo amore. (Giob.
XXVIII, 12, 13). Perciò i santi hanno cercato di mortificare
quanto più poteano l'amor proprio ed i loro sensi. I santi son
pochi; ma bisogna vivere con i pochi se vogliamo salvarci con i
pochi, come scrive S. Giovanni Climaco. E S. Bernardo dice che chi
vuol fare vita perfetta bisogna che faccia vita singolare.
Prima di tutto però per farsi santi è necessario aver
desiderio di farsi santi: desiderio e risoluzione. Alcuni sempre
desiderano ma non mai cominciano a metter mano all'opera. «Di
queste anime irresolute, dicea S. Teresa, non ha paura il demonio».
All'incontro diceva la santa che « Dio è amico delle anime
generose ». Il demonio cerca di farci apparir superbia il
pensare di fare grandi cose per Dio. Sarebbe superbia se noi
pretendessimo farle confidando nelle nostre forze; ma non è
superbia il risolverci di farci santi fidandoci di Dio e dicendo:
Tutto posso in Colui che mi dà la forza (Fil 4,13).
Bisogna dunque farsi animo, risolversi e cominciare. La
preghiera può tutto. Quel che non possiamo noi con le nostre
forze, ben lo potremo con l'aiuto di Dio, il quale ha promesso
di darci quanto noi gli cerchiamo (cfr. Gv 15,7).
Affetti e preghiere
Caro mio Redentore, tu desideri il mio amore e mi comandi di
amarti con tutto il cuore. Sì, Gesù mio, con tutto il cuore io
voglio amarti.
No, mio Dio, ti dirò confidando nella tua misericordia, non
mi spaventano i miei peccati commessi, perché ora li odio e
detesto sopra ogni male; e so che tu ti scordi delle offese di
un'anima che si pente e ti ama. Anzi perché io più degli
altri ti ho offeso, più degli altri ti voglio amare, coll'aiuto
che da te spero.
Mio Signore, tu mi vuoi santo, ed io voglio farmi santo per
darti gusto. Ti amo, bontà infinita. A te tutto mi dono. Tu sei
l'unico mio bene, l'unico mio amore. Accettami, amor mio, e
rendimi tutto tuo e non permettere che io ti dia più disgusto. Fà
ch'io tutto mi consumi per te, come tu ti sei tutto consumato per
me.
O Maria, o sposa la più amante dello Spirito Santo e la più
amata, impetrami amore e fedeltà.
a cura del Prof. GIORGIO NICOLINI
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